IATA: la guerra in Medio Oriente ha frenato la domanda di voli a maggio
L'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo IATA ha pubblicato i dati relativi a maggio 2026, secondo cui la domanda globale di trasporto aereo è calata su base annua del 2,2%; secondo il direttore generale IATA Willie Walsh si tratta dell'impatto della guerra in Medio Oriente. Escludendo il Medio Oriente, la domanda sarebbe invece cresciuta dello 0,7%.
Secondo il comunicato stampa IATA, la domanda complessiva misurata in revenue passenger kilometer (RPK) a maggio 2026 è stata inferiore del 2,2% rispetto allo stesso mese del 2025. La capacità, espressa in available seat kilometer (ASK), è scesa su base annua del 2,3%. Il load factor ha comunque raggiunto l'83,5%, ovvero 0,1 punti percentuali in più rispetto a maggio dello scorso anno, un valore record per questo mese.
- Calo RPK (totale)
- -2,2 %
- RPK escluso Medio Oriente
- +0,7 %
- Calo ASK (capacità)
- -2,3 %
- Load factor
- 83,5 % +0,1 p.p., record per maggio
Il traffico internazionale ha registrato un calo della domanda dell'1,6%, mentre escludendo il Medio Oriente sarebbe cresciuto del 3,1%. La capacità sui voli internazionali è scesa del 2,4% e il load factor ha raggiunto l'83,7% (+0,7 p.p.). Il traffico domestico è calato in modo più marcato, del 3,1%, la capacità si è ridotta del 2,1% e il load factor è sceso all'83,0%, ovvero 0,8 punti percentuali in meno rispetto all'anno scorso.
Il direttore generale IATA Willie Walsh, secondo il comunicato, ha dichiarato che il calo della domanda di maggio si è concentrato soprattutto tra i vettori del Medio Oriente, dove la domanda è scesa su base annua del 28,4%. Secondo le sue parole, si tratta comunque di un netto miglioramento rispetto al crollo del 46,6% registrato ad aprile, un segnale di resilienza della regione.
Walsh ha aggiunto che la contrazione della domanda si è manifestata anche in Nord America e in Asia, soprattutto a causa delle condizioni dei mercati domestici di Stati Uniti e Cina. Secondo lui, nonostante gli alti prezzi del carburante e dei biglietti, la domanda complessiva di maggio si è mostrata piuttosto resiliente. Il recente forte calo del prezzo del petrolio è stato definito incoraggiante, ma ha avvertito che gli effetti della guerra probabilmente persisteranno, poiché le forniture di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz restano incerte e il trasferimento dei prezzi più bassi del petrolio sui costi del carburante avio richiederà più tempo. Ha aggiunto che le compagnie aeree, operando con un margine del 2,0%, dovranno continuare a mettere alla prova la tenuta della domanda con prezzi dei biglietti più alti per coprire l'aumento dei costi del carburante.
Mercati internazionali per regione
- Asia-Pacifico: domanda in crescita dell'1,3%, capacità in calo dell'1,1%, load factor 85,3% (+2,0 p.p.). In Vietnam, restrizioni più severe alle importazioni di carburante avio hanno portato a un forte ridimensionamento della capacità sulle tratte brevi e a un calo del traffico internazionale intra-asiatico.
- Europa: domanda in crescita del 3,8%, capacità del 2,3%, load factor 85,4% (+1,2 p.p.). Il traffico diretto verso l'Asia è cresciuto del 15%, un dato che secondo IATA conferma la tendenza in atto verso collegamenti diretti tra le due regioni.
- Nord America: domanda in crescita dell'1,0%, capacità dello 0,6%, load factor 84,0% (+0,4 p.p.).
- Medio Oriente: domanda in calo del 28,8%, capacità del 24,3%, load factor sceso al 76,1% (-4,8 p.p.). Gli effetti della guerra in Iran continuano, secondo IATA, a pesare fortemente sul confronto annuo, anche se si attenuano mese su mese: il ritmo del calo è stato circa la metà rispetto ad aprile.
- America Latina: domanda in crescita del 10,5%, capacità del 9,0%, load factor 85,0% (+1,2 p.p.).
- Africa: domanda in crescita dell'8,9%, capacità dell'8,3%, load factor 73,4% (+0,4 p.p.).
Per il traffico domestico, IATA segnala che il calo più marcato si è registrato in Cina, forse legato ai prezzi più alti dei biglietti e al fatto che quest'anno il Festival delle barche drago cade a giugno. Un forte calo si è registrato anche negli Stati Uniti, mentre la maggior parte degli altri mercati domestici monitorati è cresciuta a un ritmo moderato.
Nelle note per i redattori, IATA ricorda di riunire oltre 370 compagnie aeree, che rappresentano circa l'85% del traffico aereo mondiale, e che tutti i dati citati sono provvisori e potranno essere rivisti sulla base di dati aggiuntivi. Secondo l'associazione, gli RPK domestici hanno rappresentato nel 2025 circa il 37,2% del mercato totale, mentre i sei mercati domestici inclusi in questo rapporto rappresentano il 29,6% degli RPK mondiali e il 79,4% dell'intero traffico aereo domestico.